Dal territorio idee per il futuro della Biblioteca delle Oblate

Aggiornamenti primaverili dallo staff di Quandodicobiblioteca

Ecco qua l’ultimo focus group del percorso, svoltosi alla Biblioteca delle Oblate, nel pomeriggio di mercoledì 29 marzo.

Anche questo incontro, come i precedenti, è stato un momento costruttivo di approfondimento sulle relazioni esterne della biblioteca già attive o potenziali.
Intorno alla realtà delle Oblate, infatti, esiste un denso tessuto associativo che realizza numerose iniziative culturali e rispetto a cui la biblioteca svolge non solo la funzione di contenitore fisico ma anche di “collante”.
A partire dall’esperienza di relazione di ciascuna delle realtà presenti con le Oblate, sono poi emersi anche progetti e aspettative future.
Il punto di partenza nell’immaginare attività e iniziative coordinate con la biblioteca, anche in questo caso, è stato quella della centralità dell’organizzazione degli “spazi”.

Risulta, infatti, sempre più importante concepire la biblioteca non solo come spazio preordinato e definito da una cornice standardizzata di attività ma come un luogo flessibile e multifunzionale, dove in maniera elastica si crea cultura e si fa educazione.

Uno spazio, quindi, che deve prevedere margini di co-progettazione, per poter creare nuove opportunità culturali, attività condivise e innovative e per essere a tutti gli effetti aperto alle realtà che giocano ruoli chiave sul territorio.

Il progetto delle Grandi Oblate – inaugurato per la prima volta dieci anni fa e poi aggiornato  e rilanciato nel giugno del 2015 – ha avviato un  percorso sperimentale e innovativo di studi per valutare la funzionalità dell’organizzazione, per giungere a individuare “le Grandi Oblate, come contenitore culturale che risponda alla popolazione attraverso una massima apertura degli spazi”. Si tratta di un progetto ambizioso che punta ad inserire la biblioteca al centro della politica culturale del Comune, per recepire le esigenze della comunità e da qui dar vita a iniziative, eventi e attività che rispondano all’interesse comune.

Di questo progetto, sono state evidenziate alcune criticità legate alla creazione di un rapporto di collaborazione continuativo e di un legame stabile tra le due istituzioni, Comune e Biblioteca: legame che definisca i ruoli e gli ambiti specifici di ciascun attore, affinché sia possibile armonizzare le proposte e metterle a sistema, realizzando iniziative rispondenti alle richieste della popolazione.
“Comune e Biblioteca spesso si muovono senza collegamento tra di loro, questo è un gap che deve essere superato”: molti dei partecipanti rilevano questa difficoltà.

Risulta quindi importante e urgente definire un’unica cornice dentro cui i due Enti possano lavorare insieme, dopo aver definito i ruoli specifici di ognuno e “non lasciare che la biblioteca rimanga solo un contenitore di tante esperienze – tra l’altro, rischiando il sovraccarico – ma lo strumento per definire attività e obiettivi concreti e coerenti”.

In particolare, poi, grazie al suo ruolo cardine all’interno della comunità e all’apertura verso il pubblico, la biblioteca può assumere il compito di progettare un programma culturale a tutto tondo, utilizzando una  risorsa naturale fondamentale: i bisogni e le aspettative dei propri utenti e delle associazioni che vi gravitano quotidianamente.

“È importante rinunciare all’idea della biblioteca concentrata solamente su alcune competenze ma riuscire a svilupparle e ad amalgamarle con altre”.
La biblioteca in questo senso può essere collettore, capace di diramare la programmazione all’esterno, di creare collegamenti e legami con altre istituzioni culturali, evitando così  di “fare tutto” in un unico luogo: situazione che può perfino  arrivare a inficiare il valore delle singole iniziative.

Il confronto si è concluso con la condivisione di una visione sulla direzione di crescita della biblioteca: “costituire una cornice apposita entro cui muoversi e definire i ruoli, affinché non si corra il rischio di fare tutto e non fare niente”
Erano presenti: redazione Wikipedia, Mandragora casa editrice, Libreria Libri Liberi, Laboratorio Nuova Buonarroti, AIB, USR Toscana

 

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Dal territorio idee per il futuro della Biblioteca di Scandicci

Aggiornamenti primaverili dallo staff di Quandodicobiblioteca

Eccoci arrivati al secondo focus group, uno dei momenti centrali della fase di ascolto, che si è svolto lunedì 20 marzo 2017 presso la Biblioteca comunale di Scandicci.

All’incontro erano presenti sia realtà che già sono in relazione con la biblioteca sia altre che potrebbero avviare percorsi di collaborazione e tutte hanno contribuito alla discussione, presentando le proprie attività, individuando le criticità che incontrano nelle proprie esperienze associative e professionali rispetto al tema di fare cultura “nella e con” la comunità e offrendo vari spunti di progettualità per il futuro.

A partire dal confronto, hanno poi provato a immaginare concretamente la biblioteca comunale come hub culturale: un luogo dove fare aggregazione e coordinare molte delle iniziative culturali locali, con una particolare attenzione a quelle capaci di mettersi  in relazione con esigenze sociali, soprattutto in risposta ai giovani.

Dal 2009, quando è stata spostata dalla sede del vecchio Palazzo comunale alla ex scuola elementare Duca degli Abruzzi di via Roma, fino a oggi la biblioteca comunale di Scandicci è diventata, infatti, un polo di aggregazione per vari progetti del territorio:

“E’ importante che la sua connotazione nella comunità sia fortemente riconosciuta”.

“Ovunque ci muoviamo, è necessario riportare sempre la gente in un luogo dove raccontare e scoprire. La biblioteca è il luogo fisico dove fare questo tipo di esperienza”.

In questo senso il ruolo della biblioteca andrebbe consolidato, perché può offrire una risposta importante alle esigenze sociali e culturali della comunità: nei territori comunali le biblioteche presentano, infatti, caratteristiche rare negli spazi urbani, perché sono tante e gratuite, perché non selezionano nell’accesso e perché creano collegamenti importanti e stabili con molte istituzioni sociali (in primo luogo, famiglia e scuola).

In un quadro di esperienza valutata come positiva e nel riconoscimento di una relazione di valore, non è mancato, però, il rilievo di alcuni ostacoli:

“Scandicci ha una storia particolare ma è mancata una narrazione, sarebbe bello se nelle biblioteca si potessero raccontare e magari sviluppare delle storie  che si creano in questi luoghi di aggregazione”.

“Per non perdere il ruolo culturale e sociale delle biblioteche, ci deve essere una trasmissione di saperi”.

In proposito, viene rilevata l’importanza di creare una sorta di “cornice” di senso alle attività e alle iniziative che nella biblioteca si sviluppano, mettendole in relazione tra loro anche tramite un’azione di coordinamento amministrativo, che faciliti il confronto e l’incontro tra le attività e gli obiettivi. Si potrebbe trattare di una sorta di “cabina di regia per costruire un’operazione culturale importante che sappia far fronte a bisogni culturali e sociali di un territorio che cambia” e che  faccia sì che l’impegno dei diversi attori che agiscono in questa direzione possa essere valorizzato, mettendo a sistema  tutte le relazioni già esistenti a livello informale e creandone di nuove anche meno “tradizionali”.

Hanno partecipato all’incontro: Humanitas; Amici del Cabiria; Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bertrand Russell – Isaac Newton”; Gingerzone; Libri Liberi; Associazione Arco

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Dal territorio idee per il futuro di CiviCa

Aggiornamenti primaverili dallo staff di Quandodicobiblioteca

Mentre è in corso la distribuzione dei questionari all’utenza, iniziano gli incontri dedicati alle realtà del tessuto sociale, economico e culturale del territorio attraverso i focus group, momenti di confronto sul futuro delle biblioteche, facilitati da esperti.

Il primo dei focus group si è tenuto venerdì 17 marzo alla Biblioteca CiviCa di Calenzano, uno dei tre casi studio della città metropolitana oggetto di uno specifico approfondimento del percorso partecipativo.
Nel 2015 a Calenzano l’Amministrazione ha fatto una scelta decisiva: ha inaugurato la nuova Piazza del Sapere e la via della Conoscenza in concomitanza con l’inaugurazione della nuova biblioteca. La comunità ha risposto positivamente, riconoscendo il ruolo di questa istituzione e facendola propria.
Su queste basi, abbiamo promosso un momento di confronto partecipato sul ruolo e l’identità di questo luogo e, partendo dalle esperienze delle realtà presenti all’incontro, abbiamo analizzato il processo che accompagna una politica culturale che ha un importante spazio fisico di riferimento: “Ciò che era in via Giotto e ciò che era la volontà ha preso forma in questa nuova biblioteca. Oggi è un’agorà, un centro culturale.

La biblioteca è il nodo centrale della rete formata da tutti quegli enti che, in una città, contribuiscono a “fare cultura” (teatro, scuole, associazioni..), nonché la cassa di risonanza delle iniziative: “Con questa biblioteca, le relazioni si sono estese su tanti livelli” .
Grazie a CiviCa, che ha uno spazio che si presta alla polifunzionalità, si concretizzano vari eventi: dal Festival che coinvolge, oltre la biblioteca, l’intero territorio, a conferenze su autori stranieri, alla messa in scena di spettacoli teatrali, a favole e merenda per bambini. Ed è proprio questo che la rende un luogo di cultura: proporre iniziative differenti sotto un’unica cornice, spaziale e di senso.    
“A Calenzano mancavano gli spazi giusti”, “(…)in biblioteca c’è attenzione alla crescita personale. E’ un luogo con dei limiti oggettivi per alcune attività ma accogliente e sempre pronto a nuove esperienze”.

E’ importante, nella progettazione di qualunque biblioteca, porsi la domanda “Di cosa parlo quando dico biblioteca?” per far sì che la risposta possa contribuire alla progettazione degli spazi ed evitare quei vincoli che si possono creare e che limitano l’attività e la vita di questa e per poter rispondere ai nuovi e sempre più urgenti bisogni sociali.
“Non escludere e non espellere dal sapere, che tutto avvenga in luogo trasparente e visibile per cercare di costruire cittadini sovrani di domani”.

“CiviCa è uno spazio che può crescere, avere nuovi sviluppi”. Strutturare quindi le proposte – creare relazioni di socializzazione, includendo disabili e anziani, momenti di collaborazione con chi ancora non ha rapporti con la biblioteca, costruire progetti nuovi, spazi nuovi – e mettersi in rete sono i principali obiettivi venuti fuori dalla discussione affinché la biblioteca diventi luogo della comunità ed in cui fare politica culturale.

I Focus group proseguono, il prossimo in programma è alla biblioteca di Scandicci. Seguiteci sul blog!

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Hanno partecipato:
Centro Iniziative Teatrali; Associazione Don Milani; Associazione Le muse; Associazione Symbiosis; Università del Design; Misericordia; LibLab; palestra PoP; Teatro delle donne-Teatro Manzoni; Associazione Turistica Calenzano; Gruppo letture ad alta voce “Anna Maria Loda”.