Dal territorio idee per il futuro della Biblioteca di Scandicci

Aggiornamenti primaverili dallo staff di Quandodicobiblioteca

Eccoci arrivati al secondo focus group, uno dei momenti centrali della fase di ascolto, che si è svolto lunedì 20 marzo 2017 presso la Biblioteca comunale di Scandicci.

All’incontro erano presenti sia realtà che già sono in relazione con la biblioteca sia altre che potrebbero avviare percorsi di collaborazione e tutte hanno contribuito alla discussione, presentando le proprie attività, individuando le criticità che incontrano nelle proprie esperienze associative e professionali rispetto al tema di fare cultura “nella e con” la comunità e offrendo vari spunti di progettualità per il futuro.

A partire dal confronto, hanno poi provato a immaginare concretamente la biblioteca comunale come hub culturale: un luogo dove fare aggregazione e coordinare molte delle iniziative culturali locali, con una particolare attenzione a quelle capaci di mettersi  in relazione con esigenze sociali, soprattutto in risposta ai giovani.

Dal 2009, quando è stata spostata dalla sede del vecchio Palazzo comunale alla ex scuola elementare Duca degli Abruzzi di via Roma, fino a oggi la biblioteca comunale di Scandicci è diventata, infatti, un polo di aggregazione per vari progetti del territorio:

“E’ importante che la sua connotazione nella comunità sia fortemente riconosciuta”.

“Ovunque ci muoviamo, è necessario riportare sempre la gente in un luogo dove raccontare e scoprire. La biblioteca è il luogo fisico dove fare questo tipo di esperienza”.

In questo senso il ruolo della biblioteca andrebbe consolidato, perché può offrire una risposta importante alle esigenze sociali e culturali della comunità: nei territori comunali le biblioteche presentano, infatti, caratteristiche rare negli spazi urbani, perché sono tante e gratuite, perché non selezionano nell’accesso e perché creano collegamenti importanti e stabili con molte istituzioni sociali (in primo luogo, famiglia e scuola).

In un quadro di esperienza valutata come positiva e nel riconoscimento di una relazione di valore, non è mancato, però, il rilievo di alcuni ostacoli:

“Scandicci ha una storia particolare ma è mancata una narrazione, sarebbe bello se nelle biblioteca si potessero raccontare e magari sviluppare delle storie  che si creano in questi luoghi di aggregazione”.

“Per non perdere il ruolo culturale e sociale delle biblioteche, ci deve essere una trasmissione di saperi”.

In proposito, viene rilevata l’importanza di creare una sorta di “cornice” di senso alle attività e alle iniziative che nella biblioteca si sviluppano, mettendole in relazione tra loro anche tramite un’azione di coordinamento amministrativo, che faciliti il confronto e l’incontro tra le attività e gli obiettivi. Si potrebbe trattare di una sorta di “cabina di regia per costruire un’operazione culturale importante che sappia far fronte a bisogni culturali e sociali di un territorio che cambia” e che  faccia sì che l’impegno dei diversi attori che agiscono in questa direzione possa essere valorizzato, mettendo a sistema  tutte le relazioni già esistenti a livello informale e creandone di nuove anche meno “tradizionali”.

Hanno partecipato all’incontro: Humanitas; Amici del Cabiria; Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bertrand Russell – Isaac Newton”; Gingerzone; Libri Liberi; Associazione Arco

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